Capo Colonna è uno dei luoghi simbolo dell’impronta dell’antica Grecia in Occidente ed uno dei siti archeologici più famosi della Calabria. Il tempio di Hera Lacinia di Capo Colonna, dipendente dall’antica Kroton, fu uno dei santuari più importanti della Magna Graecia dall’età arcaica fino al IV secolo a.C. Quest’area sacra, era in una posizione strategica lungo le rotte costiere che univano Taranto allo stretto di Messina, su un promontorio chiamato anticamente Lacinion, che diede anche il nome alla dea venerata, Hera Lacinia moglie e sorella di Zeus. All’interno del santuario, venne eretto un maestoso tempio dorico a 48 colonne. Il nome odierno Capo Colonna, ricorda le rovine del tempio, infatti è l’ultima colonna rimasta in piedi, mentre quello precedente, “Capo Nao”, deriva del greco e significa tempio. In quel periodo, la città di Kroton, in segno di devozione nei confronti di Hera Lacinia, nominò sacerdote del tempio, il leggendario Milone, eroe olimpico figlio di Eracle. Il complesso di Hera Lacinia comprendeva più edifici, di cui oggi è possibile ammirare alcuni resti: Il tempio vero e proprio, proteso verso il mare, una “Via Sacra”, e altri tre edifici appartenenti al tempio. All’interno del sito dell’area archeologica c’è un museo che raccoglie i reperti più recenti trovati a Capo Colonna. Nel corso degli anni, durante gli scavi archeologici, sul promontorio di Capo Colonna sono stai rinvenuti diversi reperti tra cui gioielli, oro, vasi in terracotta e tantissimi altri oggetti votivi che i pellegrini portavano in dono alla dea, tra cui il diadema e la barca nuragica custoditi oggi nel Museo Archeologico Nazionale di Crotone. Tanti degli oggetti votivi che sono stati rivenuti, provengono da paesi lontani quali le isole dell’Egeo, l’Anatolia ed addirittura l’Africa mediterranea.

Capo Colonna
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