Speciale Calabria - LA SILA

la sila

La Sila è una vasta area montana situata nella zona centro-settentrionale della Calabria, che si estende per 150.000 ettari attraverso le province di Crotone, Cosenza e Catanzaro. E’ suddivisa da nord a sud in Sila Greca, Sila Grande e Sila Piccola ed è caratterizzata dalla presenza di varie cime montuose, altipiani, folte zone boscose e laghi d’altura.
È il più vecchio parco nazionale della Calabria, tra i primi cinque nati in Italia.
Il 20 aprile 1968, con la legge n. 503, fu istituito il Parco Nazionale della Calabria, esteso a comprendere territori appartenenti alle tre province della Calabria: Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria. In seguito, con l’articolo 4 della legge n. 344 del 1997, viene istituito formalmente il Parco Nazionale della Sila; istituzione che diventa definitiva con il Decreto del Presidente della Repubblica del 14 novembre del 2002, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 63 del 17/03/2003. Il nuovo Parco comprende anche i territori già ricadenti nello storico Parco Nazionale della Calabria (1968), che cessa di esistere.
La Sila si distingue per i suoi boschi e foreste miste di aghifoglie e latifoglie, i suoi altipiani, le sue cime arrotondate, i suoi laghi, le grandi nevicate, la presenza stabile dei lupi, quella stagionale dei funghi porcini, in un ambiente che a tratti ricorda quello nordico-scandinavo. Dalle cime più alte, a seconda della loro posizione nell’altopiano, è possibile scorgere in giornate limpide l’Aspromonte a sud e il Massiccio del Pollino a nord, il Mar Tirreno a ovest, il Mar Ionio a est, la piana di Sibari a nord, la Piana di Sant’Eufemia e la Piana di Gioia Tauro a sud.

Le origini:
Il termine “Sila” deriva dalla denominazione di epoca romana Silva Brutia, ossia selva, foresta dei Bruzi, in quanto da essi abitata.I Bruzi, antico popolo di pastori e artigiani, ma anche di fieri combattenti, non furono quindi i primi frequentatori dell’altopiano silano. Sicuramente essi vennero a contatto con i Greci che avevano colonizzato le zone costiere con la fondazione di Sibari, di Crotone, di Petelia, di Krimisa e con loro probabilmente stabilirono inizialmente rapporti di “buon vicinato”. Il più importante insediamento di età greca (VI-III secolo a.C.), in Sila, è costituito dal santuario scoperto a breve distanza da Camigliatello Silano.
Le più antiche tracce della presenza umana risalgono addirittura ad almeno il 3.500 a.C., ossia al villaggio neolitico i cui resti archeologici sono stati rinvenuti pochi anni fa sulla sponda sud del lago Cecita. Il lago è artificiale e di creazione moderna, ma lungo il fiume Cecita già abitavano popolazioni che coltivavano questi luoghi e lavoravano l’ossidiana proveniente dalla lontane isole Eolie trasformandola in utensili.
Successivamente la Sila divenne dimora mitica di Silvano o Sileno, il figlio del fiume Crati nonché dio della foresta, al quale si consacrava la pece estratta dalle foreste dell’altopiano che veniva poi usata per calafatare le navi che solcavano l’antico Mediterraneo, bruciando armenti su altari decorati con rami di pino e abete, come ci ricorda Eliano nel II secolo d.C. .Caduta sotto i Bizantini, la Sila divenne rifugio per schiere di monaci basiliani, provenienti dai Balcani, dalla Grecia o dalla parte meridionale della stessa Calabria; monaci che costruirono cenobi ancora oggi visitabili come Santa Maria del Patire vicino Rossano.
Ai Bizantini seguirono i Normanni, che portarono avanti una poderosa opera di rilatinizzazione del sud greco-ortodosso, e poi Svevi, Angioini, Aragonesi e Borboni. Furono secoli condizionati da guerre, carestie, terremoti e brigantaggio, che non hanno potuto però scalfire la bellezza di questi luoghi unici.